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Come fare il cambio di residenza

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03 giugno 2020

Che sia per questioni professionali o per motivazioni personali, nel corso della vita può capitare di doversi trasferire da una casa a un’altra o, in talune circostanze, anche da un Comune all’altro. Per molti di noi, può perciò diventare un’esigenza effettuare un cambio di residenza. Ma come si svolge esattamente questo tipo di pratica? Qual è l’iter previsto? Si tratta di una prassi che prevede tempistiche lunghe? Scopriamolo insieme.

Che cosa si intende per “residenza”

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In base al Diritto italiano, con il termine “residenza” si intende il luogo in cui un soggetto ha la sua dimora abituale. La residenza non va confusa con la semplice “dimora” che, invece, costituisce il luogo in cui un cittadino si trova occasionalmente e possiede valenza giuridica solo in assenza della residenza.

Chi può richiedere il cambio di residenza

La richiesta di cambio di residenza può essere effettuata esclusivamente da parte di cittadini che abbiano già compiuto la maggiore età e che siano perciò in possesso della facoltà di autodeterminarsi. Per i minori o per i soggetti incapaci di intendere e di volere, infatti, per richiedere il cambio di residenza è necessario avvalersi di un genitore o del tutore legale.

Come fare il cambio di residenza

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Per effettuare il cambio di residenza, il cittadino deve recarsi presso l’Ufficio Anagrafe del Comune in cui si trova la nuova abitazione che andrà ad occupare, comunicando la sua intenzione di chiedere il trasferimento di residenza. Per poter presentare la domanda di cambio residenza il soggetto interessato deve inoltre provare la sua identità, mostrando un documento di riconoscimento in corso di validità.

Nel caso in cui a trasferirsi sia un’intera famiglia, la richiesta può essere realizzata da uno solo dei membri maggiorenni appartenenti al nucleo familiare.

Una volta effettuata la comunicazione, l’Anagrafe compie gli accertamenti burocratici del caso. Per questo motivo, sebbene la variazione della residenza decorra a partire dal giorno in cui viene fatta la comunicazione, la tempistica necessaria per il perfezionamento della pratica può richiedere diverse settimane.

Come cambiare la residenza online

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La domanda di cambio residenza può essere inoltrata anche mediante posta elettronica. Nel caso specifico, risulta necessario:

  • Andare sul sito del Comune in cui si richiede il cambio di residenza e scaricare l’apposito modello per la dichiarazione del cambio di residenza, compilandolo in ogni sua parte;
  • Sottoscrivere la richiesta tramite firma digitale o, in alternativa, farsi identificare dal sistema informatico attraverso la Carta Nazionale dei Servizi o tramite la Carta d’Identità Elettronica;
  • Inviare la dichiarazione con il cambio di residenza dalla casella diposta elettronica certificata (PEC) del dichiarante e inoltrare per posta elettronica, non necessariamente certificata, una copia della dichiarazione con firma autografa e una copia del Documento d’Identità del dichiarante.

Nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione della dichiarazione relativa al trasferimento della residenza, l’Ufficiale dell’Anagrafe effettua le iscrizioni anagrafiche del soggetto dichiarante. Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche decorrono, infatti, a partire dalla data della dichiarazione stessa.

Quelle appena illustrate sono le linee guida generali per il cambio di residenza online. Ogni Amministrazione può tuttavia avere prassi ancor più specifiche. Per questo motivo, è sempre consigliabile visitare il sito ufficiale del Comune in cui si richiede il cambio di residenza, così da poter verificare se vi sono istruzioni diverse.

Controlli da parte del Comune

Dopo la richiesta di cambio di residenza, generalmente il Comune effettua le apposite verifiche previste dall’iter attraverso la Polizia Locale o altro personale addetto. I controlli vengono svolti nei 45 giorni successivi alla presentazione della domanda. Se a seguito delle verifiche, l’Amministrazione non dà nessun tipo di riscontro, la richiesta si considera accettata in base al principio del silenzio-assenso. Nel caso in cui il Comune rigetti la richiesta, viene invece ripristinata la posizione anagrafica precedente.

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